Aiga. Associazione Italiana Giovani Avvocati

I GIOVANI AVVOCATI CHIEDONO DIGNITÀ PER CHI STA IN CARCERE «SUBITO IL GARANTE UNICO NAZIONALE A TUTELA DEI DIRITTI DEI DETENUTI»

COMUNICATO STAMPA

Aiga: lavoro e istruzione, leve perrestituire dignità all'individuo e permettere il recupero sociale
Va costruita una rete tra istituti penitenziari e combattuta l'eccessivaburocratizzazione

I GIOVANI AVVOCATI CHIEDONO DIGNITÀ PER CHI STA IN CARCERE
«SUBITO IL GARANTE UNICO NAZIONALE A TUTELA DEI DIRITTI DEI DETENUTI»

La presidente Nicoletta Giorgi: «Smentital’equazione “più carcere uguale più sicurezza”. Anzi, è stato dimostrato comela recidiva si riduca nel caso di soggetti che hanno potuto svolgereun’attività lavorativa»

 

(Roma,23/12/2014) Nominare subito unGarante unico dei detenuti, per permettere a chi si trova in carcere di nonperdere mai la propria dignità: è questo il pressante invito levatosi nel corsodell'incontro tra i vertici di Aiga, l'associazione dei giovani avvocatiitaliani, e il coordinatore del Forum Giustizia e responsabile Carceri del Pd,Sandro Favi, durante il quale si è parlato anche dell’attuale stato dellecarceri italiane e soprattutto dei progetti ministeriali sul sistema carcerarionel corso. L'incontro, tenutosi venerdì, fa parte del ciclo “Con la politica invia Tacito 50” organizzati nella sede dell'associazione a Roma.

L’Aiga ha evidenziatola necessità di procedere alla nomina del Garante unico dei detenuti,con funzione di coordinamento delle figure dislocate sul territorio e perconsentire il confronto con le best practice che in alcune carceri d’Italiaconsentono di restituire dignità all’individuo che sconta la propria pena.«Riteniamo fondamentale – sottolinea la presidente di Aiga Nicoletta Giorgi –l’implementazione del lavoro all’interno degli istituti di detenzione e ilcoinvolgimento in esperienze educative e di recupero sociale». Con questefinalità va rivista anche l’edilizia penitenziaria. «Oggi le strutture deinostri istituti – continua Giorgi – rispecchiano un’idea di detenzione volta areprimere una delinquenza di stampo terroristico che negli anni di piombo hainsanguinato le nostre strade. Oggi i detenuti in carcere si sono resi colpevolidi tutt’altri reati e gli spazi devono essere utili ad ospitare progetti direcupero».

Nel corsodell'incontro, Favi ha evidenziato progetti di lavoro che sono delleeccellenze: la pasticceria al carcere di Padova, la lavanderia a Torino e lafalegnameria presso il carcere di Cosenza. Purtroppo, però, la burocraziaimpedisce che tali attività possano essere implementate e anche mutuatefacilmente.

«È contro questa eccessivaburocratizzazione dei processi decisionali che la politica deve farsiavanti e divenire parte attiva nella semplificazione. Non si può più lasciarealla sensibilità e al coraggio del singolo direttore del carcere, come oggiaccade, la gestione più o meno illuminata del periodo di detenzione. Da tempo èsmentita l’equazione “più carcere uguale più sicurezza”. Anzi, è statoampiamente dimostrato come la recidiva si riduca proprio nel caso di soggettiche hanno potuto svolgere un’attività lavorativa all’interno del carcere».

Per questo AIGA puntasul cambio di metodo, come nei tribunali, nel settore del sistema carcerario.Serve un monitoraggio costante del personale, della sua preparazione e deirisultati di certi progetti. Serve una progettualità di rinnovo, con una visionedi insieme che crei rete tra gli Istituti penitenziari. Questo aspettoporterebbe programmi comuni di formazione scolastica che consentirebbero, anchein caso di trasferimenti, di non perdere l’investimento fatto nellascolarizzazione dei detenuti. Si creerebbe poi un senso comune della funzionecarceraria, una forma di sostentamento negli intenti e nei progetti che solo lacondivisione di metodi, notizie e direttive comuni può valorizzare ediffondere.

A talfine servono sicuramente fondi che oggi scarseggiano, ecco perché la proposta èanche quella di guardare all’Europa come possibile finanziatore. «Che fine hafatto – chiede la presidente dei giovani avvocati italiani – il Programma diStoccolma 2010-2014? Questo infatti non riguardava solo la lottaall’immigrazione o la detenzione di extracomunitari, ma indicava agli Statimembri una serie di misure da adottare per la difesa dei cittadini e la tuteladei loro diritti fondamentali, uomini, donne e bambini, nella lotta contro lacriminalità nei suoi diversi livelli, e tra queste rientrava anche lacostruzione di strutture carcerarie come più volte auspicato proprio nel nostroPaese».

Luogo:

Organizzatore:

Realizzato con la collaborazione di Aiga

Documentazione allegata

Il presidente

MICHELE VAIRA

iscritto alla Sezione Aiga di Foggia, è stato eletto Presidente nazionale al Congresso di Padova il 25 ottobre 2015.

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