Aiga. Associazione Italiana Giovani Avvocati

Avvocati Chiamati a impegnarsi in prima linea per far funzionare arbitrato e negoziazione assistita

COMUNICATO STAMPA

La presidente di AIGA Nicoletta Giorgi:«Siamo chiamati a rendere efficienti questi nuovi strumenti»

VIA LIBERA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CIVILE:
«AVVOCATI CHIAMATI AD IMPEGNARSI IN PRIMA LINEA
PER FAR FUNZIONARE ARBITRATO E NEGOZIAZIONE ASSISTITA»

Si attendono gli incentivi fiscali sulla negoziazione assistita. Dubbi sugli arbitrati: dove saranno ospitati?

 

(Roma, 7/11/2014) Il dl 132/14 è legge: ma una legge, se nonviene applicata, non ha alcun valore. È evidente che il successo della riformadella giustizia civile si misurerà soprattutto sull’effettiva riduzionedell’arretrato mediante la traslatio dei giudizi pendenti in sedearbitrale, quindi sull’uscita dei vecchi fascicoli dal Tribunale, e sullariduzione dell’entrata in Tribunale di nuovi fascicoli grazie alla negoziazioneassistita. Il trasferimento in sede arbitrale e la negoziazione assistita nondipendono, però, dal ministro Orlando, ma dagli avvocati che dovranno siaincentivarli nello svolgimento della professione sia renderli strumentiefficaci. «Come avvocatura – domanda la presidente di AIGA Nicoletta Giorgi –siamo pronti davvero a metterci a servizio della Giustizia? È evidente checonfido in una risposta positiva e consapevole di quanto siamo chiamati adare».

Solo il coinvolgimento dell'avvocatura farà funzionare lariforma

«I primi ad essere convinti della bontà e dell’utilità deglistrumenti previsti dalla riforma – continua Giorgi – dobbiamo essere proprionoi, valutandoli come un vantaggio da proporre al nostro cliente. Un talegiudizio non può che basarsi sulla previsione della durata temporale dellaprocedura e dei suoi costi. Se la prima è stata circoscritta ad un massimo di 4mesi, non certo pochi, la seconda ad oggi è meno chiara. Per le competenze deiprofessionisti arbitri si dovrà attendere, nell’arco di 90 giorni, un DecretoMinisteriale di possibile riduzione degli attuali compensi arbitrali di cui alDM 55/2014, e ciò nella logica che l’Avvocatura, fin dalle prime discussioni suquesta riforma, si è proposta a servizio della giustizia per il bene delcittadino. Ad ogni buon conto il pagamento di tali competenze seppur ridotte,sarà a carico di chi? Seguirà la soccombenza? E se il soccombente non pagal’arbitro diviene suo creditore e dovrà agire autonomamente per il recupero delcredito? È evidente che il Decreto da emettersi nei 90 giorni dovrà tenereconto anche di questo se non vogliamo che da controversia sorga altracontroversia».

Quale sede per gli arbitrati?

Un ulteriore aspetto, non più rinviabile: dove si svolgerannogli arbitrati? «Ad oggi – spiega la presidente di AIGA – non è ancora statoemesso il regolamento per le Camere Arbitrali previste dalla legge di riforma247/12. Dove si terranno dunque gli arbitrati? Nella aule di tribunale giàoccupate dai Giudici? Negli spazi dei COA? O per mettersi a servizio dellagiustizia bisognerà necessariamente essere dotati di sala riunioni in studio?».

Negoziazione assistita: si attendono gli incentivi fiscali

Per quanto riguarda la negoziazione assistita, nulla vienedetto sui compensi a carico dei cittadini, ma si può ritenere che verràapplicata la tabella del DM 55/14 sull’attività stragiudiziale, così comeavviene oggi quando si procede a far transare le parti. «La negoziazioneassistita – sottolinea Nicoletta Giorgi – incentiva la transazione, ponendo iltentativo come condizione di procedibilità e la non accettazione dell’invitocome criterio di valutazione sulla condanna alle spese e presupposto di alcuniesiti preliminari del giudizio, ma ci deve essere un elemento ulteriore chefaccia la differenza rispetto a quanto fino ad oggi accadeva. Qui entrano ingioco gli incentivi fiscali che il ministro già da settembre ha preannunciato,ma che ora si devono conoscere per far partire questa operazione. Intendiamoci,gli strumenti deflattivi proposti possono fare la differenza, tanto più chesono inseriti in un progetto del ministro Orlando di più ampio respiro, mamancano ancora alcuni passaggi. Servono delle vere e proprie norme diattuazione, dal contenuto normativo magari di bassa caratura ma fondamentaliper la messa in moto della riforma e che forse chi era seduto al tavolo a ciòdeputato ha tralasciato, obnubilato e dimentico del fatto che sono i dettagli afare la differenza».

 

Luogo:

Organizzatore:

Realizzato con la collaborazione di Aiga

Documentazione allegata

Il presidente

MICHELE VAIRA

iscritto alla Sezione Aiga di Foggia, è stato eletto Presidente nazionale al Congresso di Padova il 25 ottobre 2015.

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