Aiga. Associazione Italiana Giovani Avvocati

Priorità per l'Aiga: blindare il DDL giustizia sulla responsabilità dei magistrati

MILANO
Mentre il commissario europeo Martine Reicherts – che a Roma sta "bissando" i colloqui di mercoledì a Bruxelles con il ministro Andrea Orlando – rinnova l'apprezzamento per l'approccio alla riforma del processo civile, in patria riesplode il contrasto politico sui magistrati, dal tema della responsabilità civile a quello dell'interruzione feriale dei termini processuali. Tanto che il decreto legge, che appunto tocca anche le ferie delle toghe, è ancora fermo a Palazzo Chigi in attesa di essere trasmesso per l'esame e la firma al capo dello Stato. Lo stesso premier Matteo Renzi, che si è espresso pubblicamente in più occasioni sulla sospensione dei termini feriali, terrebbe molto anche a un ridimensionamento dei giorni di ferie concessi alle toghe, oggi 36. Molto probabilmente il testo del dl sarà trasmesso al Quirinale non prima di lunedì, perché si attende il rientro del premier dal vertice Nato di Newport, proprio per risolvere la questione.
La riduzione della sospensione dei termini feriali - cioè del periodo in cui i tribunali e le procure funzionano a regime ridotto, assicurando le urgenze e sospendendo le udienze ordinarie - è già entrata nel testo del decreto: il periodo di pausa passa dal quello attuale, 1°agosto - 15 settembre, a 3 - 31 agosto, con un dimezzamento. Sarebbe però stata prevista anche una norma transitoria per posticiparne l'efficacia al 2015 ed evitare l'impatto sul periodo feriale ancora in corso.
E a una norma transitoria per spostare tutto al 2015 si starebbe pensando anche per le ferie dei magistrati, puntando a inserire la nuova misura nel provvedimento, ma sempre con efficacia posticipata.
Il tema è però delicato, sia sotto un profilo tecnico (bisogna giustificare la presenza di una norma transitoria in un decreto legge) sia nel merito, per i rapporti con l'Anm, che già aveva espresso perplessità sul taglio dei termini feriali temendo un intervento "di facciata" che in realtà poco inciderebbe sulla durata dei procedimenti e sui tempi della giustizia, come aveva detto nei giorni scorsi il presidente Rodolfo Sabelli.
Altro tema di conflitto in corso è la normativa sulla responsabilità civile dei magistrati, "esodata" dalla legge comunitaria. La commissione Politiche Ue del Senato ha soppresso dal testo l'articolo della Camera introdotto da un emendamento della Lega su cui il governo, a giugno, era stato battuto. L'emendamento Pini consacrava quello che è da sempre un cavallo di battaglia del centrodestra, prevedendo che «chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue finzioni, ovvero per diniego di giustizia, può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale». La norma scritta nel ddl di riforma della giustizia, invece, ha tra l'altro eliminato l'azione diretta contro i magistrati, considerandola «un'intimidazione». Sintesi che scatena la protesta dell'"emendatore" Gianluca Pini che parla di un «Senatino di pavidi».

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Realizzato con la collaborazione di Aiga

Documentazione allegata

2014-09-05-responsabilita-magistrati.pdf

Il presidente

MICHELE VAIRA

iscritto alla Sezione Aiga di Foggia, è stato eletto Presidente nazionale al Congresso di Padova il 25 ottobre 2015.

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