Aiga. Associazione Italiana Giovani Avvocati

COMUNICATO STAMPA

 

Il Comitatodei ministri del Consiglio d'Europa riconosce i "significativirisultati" già ottenuti dopo la sentenza Torreggiani
La presidente AIGA: «Un buon segnale, ma bisogna andare avanti»

SOVRAFFOLLAMENTOCARCERARIO
L'ITALIA PASSA IL PRIMO ESAME EUROPEO
MA I GIOVANI AVVOCATI RILANCIANO:
«CONDIZIONI MIGLIORATE, MA C'È ANCORA MOLTO DA FARE»

Ogni giornoper la carcerazione preventiva l’Italia spende circa 1,3 milioni di euro
Ma vanno tenuti in considerazione anche i costi umani: 10.389 persone sono incella senza aver subito alcun processo

 

(Roma, 5 giugno 2014) L'Italia passa ilprimo esame del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa sulla risoluzionedel problema del sovraffollamento carcerario. Nella decisione del comitato deiministri sulla esecuzione della sentenza Torreggiani, con cui la Corte europeadei diritti umani aveva condannato un anno fa l'Italia per le condizioni in cuierano costretti sette detenuti a causa del sovraffollamento carcerario, siriconoscono riconosce i "significativi risultati" già ottenuti.

«Accogliamo con piacere il passaggio diquesto primo step di vifica – commenta la presidente dell'Associazione ItalianaGiovani Avvocati Nicoletta Giorgi – ma riteniamo che si tratti soltanto di unincentivo a proseguire: sul sovraffollamento carcerario l'Italia è ancora al disopra dei limiti di tolleranza e le condizioni di sovraffollamento, purmigliorate, continuano ad essere inaccettabili». Tutta da affrontare anche laquestione costi, alla quale AIGA ha dedicato un approfondimento curato dagliavvocati Chiara Zucchetti e Fabrizio Di Zozza, componenti della GiuntaNazionale dell'associazione.

 

Per la carcerazione preventiva 1,3 milionial giorno

«Analizzando i dati numerici forniti dalMinistero della Giustizia – spiegano Zucchetti e Di Zozza – va evidenziato chealla data del 30 aprile 2014, su un totale di 59.683 detenuti, ben 10.389(17,40% sulla popolazione carceraria complessiva) sono in attesa di giudizio.Di fatto sono sottoposti ad una misura cautelare senza aver subito alcunprocesso». Un costo umano, ma anche economico: «Il costo medio giornaliero diun detenuto per lo Stato italiano – sottolineano nel loro articolo gli avvocatiAiga – è pari nel 2013 ad €.124,96, che in un anno ammonta ad €.45.610,40, comeriportato dalla tabella ufficiale del Ministero». Ogni giorno, per lacarcerazione preventiva l’Italia spende circa 1,3 milioni di euro.

 

Custodia cautelare: in carcere senza processo un detenuto su 5

Ma i costi non possono ridursi al soloaspetto economico. La sentenza Torreggiani invitava l’Italia ad adottare misure idonee a risolvere ilproblema “strutturale e sistematico” del sovraffollamento carcerario riducendoal minimo – tra l’altro – il ricorso alla custodia cautelare in carcere.«Analizzando i dati reperibili dal Ministero della Giustizia – spiegano gliavvocati Zucchetti e Di Zozza – si può facilmente notare che i detenuti inattesa di giudizio che a gennaio 2013, mese di emanazione della sentenzaTorreggiani, erano circa 12.439 (18,87%) su un totale di 65.905 detenuti, sisono ridotti nell’ aprile 2014 a 10.389 (17,41%) su un totale detenuti di59.683». Un numero ancora troppo alto, considerato che si tratta di personesottoposte ad una misura cautelare senza aver subito alcun processo.

 

Sovraffollamento carcerario: peggio di noisolo la Serbia

Dal gennaio 2013, mese di emanazione dellasentenza Torreggiani, in cui c’era un sovraffollamento di 18.865 detenuti,siamo passati, nel mese di aprile 2014 ad un esubero di 10.592 detenuti,pertanto gli interventi del legislatore iniziano a produrre i loro effetti efanno ben sperare. «Guardando all’Europa – spiegano gli avvocati di Aiga – ilpiù recente dato sul sovraffollamento carcerario è quello elaborato dalConsiglio d'Europa, aggiornato al 1° settembre 2012, dove in tale triste eingloriosa graduatoria, siamo posizionati penultimi, con un coefficiente di145,40. Ciò vuol dire che nominalmente su una capienza di cento posti in realtàci sono 145,40 detenuti. Peggio di noi solo la Serbia con un coefficiente di159,3».

Per quanto riguarda gli altri Paesieuropei, risalta il coefficiente tedesco pari a 88,60% quello spagnolo di89,40% per poi passare alle situazioni di sovraffollamento di Albania di110,70% e quello francese di 117%. È anche vero che dal settembre 2012all'aprile 2014 la situazione è migliorata, scendendo tale coefficiente dal145,40% al 121,58%. Tuttavia siamo ancora ben lontani dalla situazione impostadalla CEDU.

 

«Eccessivo il ricorso alla custodia cautelare»

A questo punto dinanzi al reiterarsi dipronunce che mettono alla sbarra il nostro Paese, viene spontaneo chiedersi seil problema del sovraffollamento carcerario, oggettivamente esistente edallarmante, sia solo una questione di edilizia carceraria o piuttosto nonderivi dall’eccessivo ricorso alla misura della custodia cautelare. «Larisposta – sottolineano gli avvocati Zucchetti e Di Zozza – è evidente ed è perquesto che si deve puntare a sistemi alternativi al carcere capaci di inciderealtresì sulla recidiva: il terzo settore in questo senso deve esseremaggiormente valorizzato all’interno degli istituti e trovare nei fondi europeiun aiuto fattivo per un modello di impresa sociale che nel rieducare ildetenuto, avvicinandolo al lavoro in carcere, rieduchi la società intera».

 

Luogo:

Organizzatore:

Realizzato con la collaborazione di Aiga

Documentazione allegata

Il presidente

MICHELE VAIRA

iscritto alla Sezione Aiga di Foggia, è stato eletto Presidente nazionale al Congresso di Padova il 25 ottobre 2015.

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